Questo bambino sta compiendo una missione di salvataggio.
Centinaia di chicchi di riso stanno annegando nel brodo. Lui, Jack Egan, conosciuto nel suo ambiente come Lo Specialista, sta pilotando un cucchiaio sopra il lago di minestra nell’estremo tentativo di recuperare i naufraghi.
Potrebbe schiantarsi contro i bicchieri, o nel gigantesco serbatoio municipale dell’acqua gassata, ma l’impresa più difficile è il trasferimento dei superstiti dentro la bocca (che s’apre e si chiude per mezzo di sensori) senza andare a sbattere contro i denti.
Solo grazie alla sua indiscussa perizia e a un’audacia eccezionale, Jack Egan riuscirà ad evitare il peggio.
- Egan a Centro Controllo. Finora tutto bene, tra poco avrò finito.
- Centro Controllo a Egan. Qui è tutto pronto, mandane giù ancora un po’.
- Ricevuto.
Il cucchiaio si riempie. Sollevatosi in volo verticale e compiuta una virata a novanta gradi, deposita nella bocca aperta un gruppo di chicchi ormai privi di sensi, che vengono risucchiati lungo l’esofago e deposti nello stomaco, dove riceveranno soccorsi e cure. Poi torna sul luogo del disastro, pronto a salvare altre vite.
Ma un tragico imprevisto compromette l’operazione. Uno scapaccione paterno, mostruoso rapace con l’apertura alare di un DC-9, si abbatte sul Centro Controllo Missione emettendo il suo caratteristico richiamo: “TIENILO PERBENE, QUEL CUCCHIAIO!”
Uno schianto risuona nell’aria densa di vapori. Jack Egan, confuso come un principiante, perde il controllo del velivolo, che si inclina pericolosamente e precipita in picchiata al centro della minestra. Un’ondata di brodo travolge i naufraghi, che in uno slancio disperato tentano di fuggire lanciandosi contro il bordo del piatto.
Intanto, come un simbolo apocalittico, cala dal cielo una teglia di pollo fritto. Nuvole di fumo si levano verso il sole fioco della lampada al neon.
Un disastro tra i più gravi degli ultimi decenni, qui in casa Barbetti, dove sessanta grammi di riso vanno incontro a una morte orribile. Il Coordinamento Soccorsi si è trincerato dietro il silenzio stampa. Lo scapaccione paterno è ormai scomparso all’orizzonte, ma potrebbe tornare a colpire da un momento all’altro e decretare così l’ultimo atto dell’immane tragedia.



